Crossover The Borders

La fase R.E.M. è la parte meno noiosa del sonno. Gli occhi cominciano a muoversi rapidamente, mentre il cervello comincia ad elaborare e processare quanto avvenuto nella giornata. Da queste complesse operazioni scaturisce il sogno: è prassi che le cose che ci hanno colpito di più durante il giorno diventino parti della sceneggiatura.

Un consiglio: siate responsabili, cercate di costruirvi la trama dei vostri sogni come si deve, non fate come me. Siate protagonisti della vostra immaginazione involontaria. Stavo guardando Presa Diretta – c’era un servizio sui Centri di permanenza per immigrati – però mi interessava anche “Animali assassini” su National Geographic, così cambiavo su National Geographic quando c’era la pubblicità su Rai Tre e viceversa.

Poi sono andato a letto, ed evidentemente nella fase pre-R.E.M. i neuroni addetti al montaggio video hanno fatto casino, perché ne è uscito un sogno che dovrebbe essere mostrato nelle scuole per spaventare i bambini educandoli ad uno zapping responsabile.

Il sogno comincia con un sottofondo di violoncello e in sovraimpressione il titolo “Animali Clandestini”, su immagini di uno stormo di uccelli al tramonto.

Intervista davanti all’ingresso di un bar al Commissario Rex che abbaia in tedesco ma intanto c’è una voce sovrapposta che traduce in italiano:

“È una questione di opportunità: io sono stato fortunato, sono arrivato in Austria con la mia famiglia quando ero cucciolo. Siamo di origine pakistana, a dispetto della razza. Mio padre – saluta un passante, con sorriso ammiccante – mio padre raccoglieva palline da tennis in casa di un produttore televisivo, ed ecco che da cosa nasce cosa e poi insomma…”.

[inquadrature del retro di una tenda da circo, roulotte e gabbie – flauto de “C’era una volta in America”]

Voce narrante di Riccardo Iacona: “Ma non tutti sono così fortunati da trovare lavoro nello show business, o per lo meno non in quello che gode della luce dei riflettori”.

[intervista ad un babbuino che fuma con un gomito poggiato su un barile. Sullo sfondo, sfocate, gabbie di varie dimensioni]

“Diciamo poteva andare peggio – gira la testa a sinistra e guarda un punto lontano indefinito – ma anche meglio, dai. Mio fratello, lui arrivato qui l’anno scorso e sistemato in uno zoo, lui ha posto fisso”

Inviata: “Cosa pensava di trovare lasciando la sua terra per l’Italia?”

Babbuino – gira la testa, sguardo in camera: “Lo zoo Safari. (pausa, sguardo fisso) …Vita tranquilla e tergicristalli gratis”

[Immagini di strade di campagna – volpe lontana che attraversa e si ferma, sguardo verso la telecamera, una zampa alzata] Voce fuori campo di Iacona: “Una cosa è certa, quelli che migrano sulla terra ferma sono molto più rari di quello che sembra. Arrivando da terra, una volta alla dogana dovrebbero dare troppe spiegazioni” [panoramica del varco di frontiera. In lontananza finanziere in piedi tiene in mano dei documenti di identità aperti davanti ad un lupo che parla gesticolando nervosamente].

Cavallo intervistato al mercato ortofrutticolo: “E poi, rendiamoci conto. –si avvicina alla camera- Noi siamo CA-VAL-CABILI! – si gira come a fingere di andarsene, poi si rigira – Se qualcuno ti vede la prima cosa che fa è saltare in groppa e chiedere di essere accompagnato da qualche parte. Una migrazione è un sacco di strada, tocca dare un sacco di passaggi… he-he cumpà, che ti credi?” – si sposta a ¾ come a fingere di andarsene, poi si rigira un po’ oscillando lo zoccolo alla ‘che t’o dico a ffà’.

[Inquadratura di uno stormo di rondini – intro musicale Goran Bregović – Hop, hop, hop] Fuori campo di Iacona: “I numeri fuori controllo vengono dal cielo e dal mare. Perché sì, il fenomeno della migrazione riguarda soprattutto uccelli e pesci”.

[Primo piano: gatta con divisa da funzionaria di polizia, seduta nel suo ufficio, dal basso della telecamera posizionata su scrivania – sullo sfondo quadri che ritraggono gomitoli, uno in stile Salvador Dalì. Parla ruotando una penna tra le dita, che ogni tanto cade sul tavolo e ferma con un colpo lesto di zampa sopra. Testo in sottopancia “Vice Questore Aggiunto Camilla Canuti – Polizia di Frontiera] “Per ogni scoiattolo che fermiamo a Luino ci sono 800 rondini che sorvolano il Mediterraneo; arrivano in massa, ognuna di esse ha la necessità di portarsi dietro moglie e figli, a differenza del cormorano che manda i vermi catturati alla sua famiglia rimasta nella terra d’origine. [stacco su filmato di un punto Westworm Union e cormorani che entrano ed escono – stacco di nuovo sulla dott.ssa Canuti] Ciò crea un disagio sociale più importante”.

Passero che sta rientrando al suo nido con sua moglie e le buste della Conad, raggiunto dalla giornalista. Lui di spalle gira la testa:

“È una vergogna, lo Stato se ne frega. Noi passeri italiani siamo costretti a lasciare i nostri pulcini a pagamento al nido privato perché quello statale è pieno di figli di rondini” – moglie (più distante, audio più lontano) “Ci sono già pochi insetti per gli italiani. Quegli uccelli non li vogliamo”. – uomo anziano lontano urla verso la telecamera “Vengono a stuprare le uccelle nostre!”.

Fine servizio, linea allo studio dove Iacona cammina con i soliti fogli in mano, ma quando comincia a parlare viene sovrastato dalla voce fuori campo dei documentari di National Geografic: “Tra le luci teuladesi si muove il reportero drammaticalis. Si fa largo tra i palinsesti nella stagione invernale e va in letargo d’estate. Un passo dietro nell’evoluzione però non gli consente di fare provviste di audience al pari dei suoi rivali muniti di servizi sulle anatre delinquenti e cacciatori eroi”.

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Storielle del doposesso #3 [Status Quo]

Scenografia: tavolino con due sedie, centrotavola con piccolo portafiori.

Lui entra in stanza piano piano, in canotta e mutande bianche, con versi di sofferenza. Sposta la sedia e si siede lentamente. Poggia i gomiti sul tavolo e si mette le mani in faccia, ma appena le mani toccano il viso lei lo chiama dall’altra stanza:

LEI – Astolfo!

LUI – Eh! [scatta]

LEI – Me le prendi le mutandine?

LUI – Ma sono lì, vicino a te

LEI – Dai, non ci arrivo col braccio

LUI – Ma io sono a chilometri da lì, tu devi solo muovere un po’ di più il torace e allungare il braccio

LEI – E dai, perfavore

LUI – Uffh!

Lui si rialza faticosamente, lentamente e tutto dolorante torna di là uscendo dalla stanza e dall’inquadratura.

[solo voci dall’altra stanza]

LUI – tieni

LEI – grazie amore

lui torna sempre lento e dolorante, si risiede con le stesse mosse di prima e nuovamente, quando sta raggiungendo la stessa posizione ed il sedere sta per toccare la sedia

LEI – Astolfo!

LUI – Oh

LEI – La maglietta

LUI – Beh?

LEI – Non la trovo

LUI – Ma guarda bene, dev’essere lì

LEI – Non la vedo. Dai me la cerchi?

LUI – Sei una rompicoglioni

Si rialza e torna lentamente da lei. Appena lui scompare dall’inquadratura, lei

LEI – ah eccola, era sotto di me

lui torna smorfieggiando e con un borbottare incazzoso. Appena si siede arriva lei, in maglietta intima e mutande.

LUI – Ma… se dovevi alzarti perché hai rotto le palle a me per raccoglierti le cose?

LEI – Quanto sei cafone. Sei sempre cafone, dopo. Ti lamenti ché ti faccio alzare, e invece tutto quello che devo sollevare io prima, dove lo mettiamo?

LUI – Se non lo sollevi non lo puoi mettere proprio da nessuna parte

LEI – Wow, che battute sottili e doppi sensi originali. Hai rivisto Pierino contro tutti? Hai pure comprato il blue ray

LUI – Hai cominciato tu. E comunque lo sai, lui fatica a collaborare perché ormai non ci sono più emozioni nuove, è la solita routine. Non c’è più brivido, siamo diventati abitudinari

LEI – Non è un buon motivo per farmi rovinare il tunnel carpale

LUI – Dai, che anche tu non hai più la lubrificazione una volta. Certe volte mi sembra di metterlo nel salvatelecomando meliconi.

LEI – Questo perché ti ostini a farlo senza preliminari. Cioè, mentre io te li faccio tu te ne stai lì a guardare porno sul telefonino

LUI – Guardo il video che ti avevo fatto tempo fa mentre mi facevi un pompino, per eccitarmi

LEI – avresti dovuto cancellarlo subito dopo. Sono cose da non tenere, potrebbe guardarlo qualcun altro. Adesso lo cancelli. Vero che lo cancelli ora?

LUI – Col cavolo. Cosa farò un giorno in ospizio quando tu non ci sarai più? Non vuoi che abbia un tuo ricordo, o facciamo vincere l’alzheimer? Vuoi che vinca l’alzheimer? Dillo

LEI – Ad ogni modo ti stavo dicendo che anche la micetta dev’essere stimolata prima della penetrazione

LUI – Quante volte dobbiamo parlarne, sto scomodo con il collo. E soffro di cervicalgia. Poi dopo vedo i puntini.

LEI – Allora invece del Viagra dovresti prenderti l’Aulin

LUI – [sguardo di sfida] Forse lo farò.

LEI – Bene, così la smetti anche di lamentarti per i dolori articolari quando proviamo posizioni nuove

LUI – Ma hai fatto i conti con gli effetti collaterali? Potresti guadagnare il cunnilingus, ma con secchezza delle fauci. Poi sembra che ti stia leccando una felpa – poggia i gomiti sul tavolo e congiunge le mani, si inarca verso di lei come a cominciare un ragionamento pacato –  E a proposito, grazie per aver introdotto l’argomento: secondo me questa posizione dello spaccatrattore che mi fai fare da tre giorni, non è proprio adatta per il corpo umano.

LEI – Ma se urlavi di goduria ad ogni spinta

LUI – Ti sembravano urla di goduria? Hai mai sentito espressioni goduriali da sesso che includono “Ahia mortacci tua vaffanculo” o “Put**na*za di quella mad***na tr*ia”? Ad ogni modo se ti piace tanto possiamo farlo ancora, credo altre 4 volte, a far due conti sul numero di legamenti che mi sono rimasti.

LEI – Ecco, vedi? Con te non si può uscire dallo standard. Poi ti lamenti che non c’è brivido

LUI – Con brivido non avevo capito s’intendeva di brivido tipo Hostel…

Arriva un tizio con camicia e grembiule da barista che indica la coppia a due carabinieri con lui. Il tizio è il gestore del bar-tavola fredda.

BARISTA – Eccoli, sono ancora loro. Non so più cosa fare. Ogni giorno è così, davanti a tutta la clientela. E non vi dico quel tavolino basso di là nella saletta aperitivo come l’hanno combinato, ormai lo devo buttare. E disinfettare tutto con le fiamme.

Arriva una mamma col suo bimbo, mentre gli sta mettendo la giacchetta gli tiene una mano sugli occhi e si rivolge a loro

M – Dovreste solo vergognarvi, stronzi pervertiti, è la prima ed ultima volta che metto piede in questo locale!

Mentre vanno via, il bimbo

B – Mamma ci riveniamo l’ennesima volta, domani?

LUI – [mentre i carabinieri lo stanno ammanettando, verso il gestore] Non basta la sciatalgia che mi hai fatto venire con gli spifferi che arrivano da quella porta che si apre e chiude in continuazione, pure questa figura di merda davanti a tutti.

LEI – [malinconica] che palle di vita, ogni giorno la stessa scena. Cambiano solo le facce dei carabinieri.

 

Storielle del doposesso #2

LEI:    Ecco fai sempre così, dopo averlo fatto non mi calcoli più

LUI:    Lo so, vuoi le coccole, ma scusami, non ce la faccio

LEI:    Perché dobbiamo essere diversi dalle coppie normali?

LUI:    Perché sono gli altri a non essere normali, se dopo fanno come ciò che avviene nei film

LEI:    Che vuoi dire?

LUI:    Hai presente le scene di sesso? Lui su di lei, il lenzuolo che si muove sul culo di lui che dà le ultime tre o quattro spinte pelviche, orgasmo, lui che si rimette al suo posto, lei con l’aria soddisfattissima che butta un braccio sul cuscino e lui che rimane al suo fianco e le accarezza la spalla con un ditino. Lei che, coperta fin sopra al seno col lenzuolo che mantiene con la mano, si gira di lato verso di lui e si guardano amorevolmente mentre conversano su cose futili o si sfottono. Poi partono le cuscinate simpatiche, ridono, poi si baciano e si rimettono a fare l’amore. Ma perfavore, non può esistere.

Nel mentre della spiega, lei gira lo sguardo dritto e verso il basso, lontano e malinconico

LEI:    ho capito, ho capito. Ho capito dove vuoi arrivare

———————————–FLASHBACK————————————-

Loro due alle spinte pelviche pre-orgasmo, lui che gode e rallenta fino a fermarsi, dà l’ultimo respiro sonoro e lentamente si “sgancia” per posizionarsi verso il suo lato del letto, ma neanche tocca il materasso col sedere – con tutto il peso sul gomito – viene interrotto dalle urla terrorizzanti di lei:

LEI:    AAAAAAAH!

LUI:    AAAAAAAH!

LEI:    AAAAAAAH!

LUI:    AAAAAAAHCHE C’È CHE TI PRENDE CHE C’È!

LEI:    CORRI, VAI A PRENDERE LA CARTA IGIENICA

LUI:    Perc… Ok, vado subito

LEI:    MUOVITI, NON TI STRUSCIARE COL COSO NELLE LENZUOLA, SOLLEVALO! SOLLEVA IL LENZUOLO! SOLLEVALO!

LUI:    PERCHÉ!

LEI:    È TUTTO SPORCO

LUI:    EH? Ma che dici. Non è sporco, è sperma misto al tuo fluido vaginale. Sono gli umori dell’atto più bello dell’universo. Ti sembra carino chiamarli “Sporco”?

LEI: Oh, ti muovi?

LUI: Dove mai s’è visto? Hai mai sentito documentari dove dicono che la donna in stato di eccitazione produce dello sporco? Hai mai letto da qualche parte che la procreazione avviene per mezzo di sporcizia? E viceversa, negli spot del vetril, la frase “rimuove lo sporco” viene detta sulle immagini di un panno che passa su sborrate enormi? NON È SPORCO!

LEI:    FINISCILA DI FARE MONOLOGHI E VAI AFFANCULO A PRENDERE STO CAZZO DI CARTA IGIENICA

LUI:    Ma immagina anche nei film porno “Ti sporco tutta!”, non è gradevole. “Sto venendo, ti sporco dentro!” “Si dai, inzozzami tutto l’utero”, dai. Probabilmente li vedrebbero solo una piccola fetta, di pervertiti…

LEI:    Bell’esempio, i film porno. Si spruzzano addosso e dappertutto senza rispetto per le suppellettili

LUI:    …E persino nella bibbia non si parla di sporco, dio dice che sono liquidi peccaminosi e deplorevoli – se la data della loro emissione è antecedente alla data del matrimonio – ma non sporchi…

LEI:    SBRIGATI!

LUI:    PERCHÈÈÈÈ!

LEI:    SPORCHIAMO LE LENZUOLA

LUI:    E dalle, parlo al muro

LEI:    MUOVITI!

LUI:    UN MOMENTO, fammi togliere il preservativo –maneggia sotto il lenzuolo continuando ma a sillabe, perché intento a maneggiare- che… mi…, che… è… rot… to…

LEI:    Cosa vuoi dire? Oh cristosanto, significa che…

LUI:    Sì, mi sa che potremmo aver fatto il danno. Prima o poi doveva succedere, ma stai tranquilla, lo chiamiamo come vuoi tu

LEI:    …significa che –porta velocemente la mano sotto il lenzuolo, a tappare la vagina- sto per colare, MUOVITI, RISCHIO DI SPORCARE IL LENZUOLO DI SOTTO! PRENDI ANCHE UN ASCIUGAMANO

LUI:    Vado, ma poi continuiamo sta cosa che consideri sporchi i nostri fluidi

LEI:    PRESTO!

LUI: Ma scusa, per non macchiare un lenzuolo macchi un asciugamano, non ha senso

LEI: Oh Cristo, giuro che ti ammazzo, GIURO CHE SE NON TI MUOVI TI AMMAZZO

Lui si sfila dal letto e poggia i piedi sul pavimento freddo smorfieggiando un po’ e comincia a zompettare con le gambe aperte coprendosi il pene con la mano

LEI:    ATTENTO A NON FARLO GOCCIOLARE

LUI:    AAAAH! – spaventato dall’esclamazione improvvisa

Mentre lui va di là si sentono i suoi passi nudi e veloci, poi un botto sordo con mobilio che si sposta brevemente. Poi si sente lui tornare ma il rumore dei passi diventa quello di un saltare con un piede nudo. Infatti torna saltellando con un piede e tenendo la carta igienica in una mano (che lancia a lei) e il piede ferito nell’altra. Mentre arriva tiene la bocca spalancata dal dolore ma senza emettere suoni e col respiro sospeso, si siede e rimane un altro po’ con la bocca aperta e occhi chiusi, poi prende a piangere lamentandosi del mignolino contro il piede di una sedia settecentesca nel disimpegno, mentre piano piano infila i piedi sotto il lenzuolo per risistemarsi.

LEI:    TU NON TI SEI LAVATO! CE l’HAI ANCORA SPORCO!

Lui si ri-toglie velocemente e corre nuovamente in bagno. Si sente l’acqua del bidet, poi si sentono i passi zompettanti veloci del ritorno, una scivolata e un rumore di corpo umano contro pavimento in gres. Dopo un po’ arriva nuovamente con la bocca spalancata da “dolore silenzioso” ma tenendosi la schiena.

LEI:    È stata una goccia che ti è caduta prima, è ve’?

Lui annuisce con la bocca spalancata e occhi chiusi, mentre si sta risistemando nel letto.

Lei nel frattempo è stata a pulirsi lasciando i pezzi di carta usata appallottolati sul comodino.

Lui si riprende:

LUI:    e comunque non era “ancora sporco”, non lo è mai stato

LEI:    senti basta con il tuo solito filosofeggiare su tutto

LUI:    filosof…? seh vabbè, buonanotte – si volta dall’altra parte scocciato

LEI:    Ecco fai sempre così, dopo averlo fatto non mi calcoli più

———————————–FINE FLASHBACK————————————-

LEI:    tu non mi ami più. Hai un’altra.

Lui con sguardo sbigottito

LUI:    e adesso come ti viene, cosa c’entra con quello che volevo dire realmente? Era un discorso mirato, l’ho avuto solo io il flashback? Chiedi ai lettori. L’ho vissuto solo io il flashback? Eh, brutti guardoni?

LEI:    Sì ma ai primi appuntamenti andavi a prendere la carta igienica con più serenità e me la porgevi con più dolcezza

LUI:    A parte che anche tu, non me lo chiedi con lo stesso tono di una volta. Non pensi che questa schiavitù per le lenzuola – che devono rimanere immacolate a tutti i costi – ha rotto il cazzo? E soprattutto questa casa è diventata una pista ad ostacoli incompatibile con l’agitazione del nostro dopo-sesso, con tutte le minchiate che ci hai messo, vogliamo parlare di quella sedia settecentesca di merda che ti ha regalato tua madre?

LEI:    Ecco ci risiamo, invece vogliamo parlare di quel brutto orologio al tuo polso, che ti ha regalato tua madre? Potresti pure togliertelo quando lo facciamo, mi graffi sempre. E poi manco funziona.

LUI:    Ma io non volevo paragonare i regali delle nostre… Come sarebbe che manco funziona, sono le 16:48 in punto.

LEI:    E invece sono le 20:15

LUI:    Davvero?

Lei prende lo smartphone e gli mostra la schermata iniziale con l’orario. Lui, saltando giù dal letto:

LUI:    CAZZO, cazzocazzocazzo, devo tornare da mia moglie.

Storielle del doposesso #1

A fine amplesso lui si rimette dal suo lato seduto e, ancora con l’affanno, dopo 2 secondi prende di corsa il cellulare dal comodino, con ansia allegra

Lei – Chi chiami?

Lui – Stringani

Lei, con faccia interrogativa sta per dire “E chi cacchio è Stringani” ma viene interrotta dalla conversazione telefonica prima che inizi a parlare

Stringani – Pronto?

Lui – ed è la 582esima, capito? CAPITOO? CINQUECENTOTTANTADUE!

Stringani – Basta! Non ce la faccio p… – Lui riattacca il telefono e lo sistema sul comodino con aria soddisfatta –

Lei lo guarda. Lui dopo un paio di secondi del sentirsi osservato:

Lui – Stringani è un bullo che veniva con me a scuola media, mi insultava sempre, una volta mi disse che non sarei riuscito mai a scopare con nessuna ragazza in tutta la vita

Lei – E tu lo chiami dopo ogni rapporto? Lo hai sempre chiamato dopo ogni tuo amplesso?

Lui – Certo

Lei – Ma avrai tipo 35 – 40anni

Lui – Infatti all’inizio gli raccontavo anche i dettagli, ora non ho più la pazienza di una volta.

Lei – È terribile

Lui – Bisogna imparare che ad ogni cattiva azione possono esserci conseguenze

Lei – E quali prevedi per te da questo momento?

Lui – Che vuoi dire?

Lei – Per quello che hai appena fatto

Lui – Sono 25 anni che lo faccio, grazie al cielo fin’ora non mi è mai successo nulla

Lei – 25 anni che stupri donne legate sotto minaccia?

Cit Parade #5

  1. Quando ero piccolo dicevo un sacco di cazzate
    [Adamo]
  2. Questa sì che sarà la hit dell’estate
    [Beethoven, appena terminata la Quarta Sinfonia]
  3. Caro, ma stasera, perfavore, me li fai due sofficini?
    [moglie di Carlo Cracco]
  4. Per l’ultima volta, IO MI CHIAMO PASQUALE!
    [Assassino di Giulio Cesare, in risposta a “Anche tu, Bruto, figlio mio”]
  5. Ffh! Madonna che gran figa, su così, togliti il reggiseno, dai, anche le mutNO! nononono, no, ti prego, non chiudere la tapparella!
    [Galileo Galilei]

L’Invendore di Carnevale (#11)

Lo scherzo è la forma di divertimento più antica del mondo, ancora più delle battute sui calzini di Mughini.
Come da tradizione, alle porte del Carnevale di ogni anno viene allestita la Fiera dell’Innovazione dello scherzo di Tarvisio, a partire da quest’anno.

L’evento ha avuto un inaspettato successo, l’afflusso di gente è stato spaventoso, i centralini sono intasati: chiamano lamentando che sono arrivati a Tarvisio da Lamezia Terme ma lì nessuno sa niente di questa fiera. AHAHAHAH!

Ad ogni modo, ecco a voi un elenco di nuovi scherzi inventati per un Carnevale innovativo:

  • Caramelle all’aglio col virus dell’epatite B
  • Fialette puzzolenti da ricchi: puzzano di Tavernello o di Kia nuova
  • Palloncino iperimbarazzante: una volta che ci si siede sopra non emette il suono della scorreggia ma una dichiarazione di Adinolfi
  • Sangue finto di plastica ma da mestruazioni: Si applica sull’interno coscia, arriva fino al polpaccio. Valido anche per il sempreverde scherzo “Ho perso il bambino! Ho perso il bambino!”
  • Denti di Dracula odontoiatrici accompagnati da fattura del dentista: puro terrore per il vostro coniuge o genitore
  • Virus ransomware che decripta tutti i file video, cambiando le colonne sonore dei  film cult memorizzati con “Acchiapp u can’.mp3” di Leone Di Lernia
  • Stretta di mano con scossa 2.0: la vittima, con una stretta di mano viene a contatto col dispositivo e non gli prende più il 4G
  • Schiuma spray virtuale: si spruzza sulle foto profilo di facebook
  • Maschera di Gad Lerner: per saltare fuori all’improvviso da dietro gli angoli
  • Fiorellino da mettere all’occhiello della giacca: con pompetta nascosta per spruzzare sulla faccia della vittima la dura realtà.

Manuale di adattamento alla vita urbana: la minaccia “carità”

Da 15 anni faccio lo stesso percorso: esco di casa la mattina e ci metto 3 ore per arrivare in ufficio, 2 ore di strada e mezzi pubblici più un’ora a schivare tutti i tipi di mendicanti, fare giri assurdi e attraversamenti stradali per bypassarli. Devo faticare per essere puntuale alle 9 in ufficio, ed essere sbattuto alle 9:02 dalla sicurezza che urla “La smetta di venire ogni cristo di giorno qui nessuno la conosce, lo vuole capire?” (ma insisterò così tanto che un giorno mi daranno un lavoro).

Appena ci si trova in prossimità di un mendicante, a livello neuronale scatta la reazione primaria propria di ogni essere vivente in caso di pericolo: il cervello produce una scarica di ormoni che danno luogo alla reazione “Emmadonna che due coglioni!”.

Segue il dover decidere in fretta tra un ampio ventaglio di scelte possibili, di solito pensate in ordine: 1. Non gli do un cazzo. 2. Gli do 50 centesimi. 3. Gli do gli spiccioli da 1 e 2 centesimi così me ne libero pure. 4. Ma no, non gli do un cazzo. 5. No, no, non gli do proprio un cazzo.

Quando va male, la catena delle scelte viene interrotta ai 50 centesimi, quando va peggio metti la mano in tasca e confondi i 50 centesimi con la moneta da 2 euro, ma te ne accorgi quando ormai la generosa mano è in prossimità della sua ed il sorriso bonario è già evidente sulla tua faccia. Punto di non ritorno.

Di natura l’essere umano è un pezzo di merda, ma educazione ricevuta da genitori e scuola, ma soprattutto da bim bum bam e i vari fumetti per ragazzi (Il Camionista, Corna Vissute, La Poliziotta, Il Tromba, … ), ci dice che non è il caso di mostrarsi così merdone, a meno che non si voglia far breccia sull’elettorato medio.

L’uomo di città ha ormai sviluppato il sesto senso e l’esperienza tali da sapere quale mendicante si può evitare come:

  • quello che si può stoppare anche solo con un gesto della mano, il barbone che non crede in sé stesso e nella causa del chiedere soldi ad estranei
  • il mendicante petulante che vuole fare carriera nel mondo dell’accattonaggio col quale tocca fingere di essere al telefono mostrandosi uno assente da tutto ciò che lo circonda. Sapevate o no che i primi modelli di cellulare furono inventati non per comunicare ma come schiva-mendicante?

Occhio però, ci sono dei mendicanti talmente petulanti da seguirvi per ore, e se non siete donne potreste non resistere così tanto con un telefono all’orecchio.

C’è qualcosa che dà sollievo in quelle voci che dicono “I soldi che dai loro vanno alla mafia dell’elemosina”. Quando c’è di mezzo il termine “mafia” e simili, vengono annullati tutti i doveri morali minimi, come anche quello del fingersi dispiaciuti:

[esempi]

“I neonazisti hanno bruciato il negozio di un cinese” →  “Fanno bene, dietro quei negozi c’è la mafia cinese”

“Hanno ucciso un ragazzo a Napoli” →  “Sicuramente era un camorrista, altrimenti cosa ci faceva in giro per Napoli?”

“Ma perché butti la batteria dell’auto nel sacchetto dell’umido?” →  “Tanto c’è l’ecomafia”

“La prego, non si può fumare in questo ristorante, ci sono un sacco di bambini” →  “Sono tutti mafiosi”.

Mendicanti, fatevi furbi. Ora siete solo delle cacche puzzolenti che tutti tengono lontane. Cercate di farvi intervistare da Striscia la Notizia, dalle Iene o da Pomeriggio 5. Se apparite in tv, diventerete “Il poveraccio a cui tutti vogliono bene”. I mendicanti che escono in tv poi hanno tutto, compresa una locuzione dopo il nome, ad esempio “Mariano del Grande Fratello”.

D’altro canto c’è che fare l’elemosina non è sempre facile, perché non esiste il solo andare in giro col cappello ma anche chi offre un servizio o oggetti, e non escluderei che molti mendicanti di questo tipo credono ancora di offrire qualcosa di gradito. Io per esempio, dovessi mai trovarmi a perdere tutto (attualmente di mio mio ho le pile del telecomando. E a società con una vicina di casa un pigiama, lei s’è presa la parte di sotto e io di sopra. C’è lo spazio per le tette. Chi lo sa, se dovesse proprio mettersi male un giorno potrebbe tornarmi utile) non saprei proprio come fare e in che ramo della mendicanza buttarmi:

–       Nel lavaggio parabrezza ai semafori? Non so, ho visto solo clienti scontenti, spesso incazzosi. Alcuni muovono i tergicristalli per non farli avvicinare (i più categorici hanno sempre un puma collegato alla levetta che aziona le spazzole, viene lanciato contro il mendicante appena azionata) (i più parsimoniosi hanno un filo attaccato al puma, per ritirarlo una volta che ha finito di sbranare quello che c’è da sbranare) (i più spendaccioni hanno puma usa e getta). Non lo so, non ho mai sentito di qualcuno che esce di casa e dice “Ora vado al semaforo della Casilina e mi faccio dare una bella lavata al parabrezza”.

–       Nella fornitura rose nei ristoranti tarvestito da filippino? Se c’è una cosa che non sopporto sono le battute sceme già fatte per le solite occasioni. Ora io sono sicuro che alla prima occasione, se incontrassi il classico gruppetto di amici e amiche ai quali propongo la rosa, al primo che mi risponde accennando al suo amico vicino “No grazie, ci siamo lasciati” (con le classiche ridacchiate delle ragazze) gli partirei con uno schiaffone su tutta l’area tra il vomere e lo sfenoide (sì, sarebbe tra il naso e la tempia ma volevo far vedere che ne so a pacchi). Una volta, trovandomi in una comitiva dove è successo questo, mentre tutti ridevano ho avvicinato il filippino e chiesto lui “Ma come fai, dimmi come fai a sopportare questo cento volte al giorno”. Lui dopo un po’ di resistenza continuando a mantenere quel sorriso da divertito che mostra ai battutisti, non ce l’ha fatta più ed è crollato a piangere sonoramente sulla mia spalla, tanto che mi si è stretto il cuore e gli ho sussurrato “Tieni, questo è tutto quello che ho, sono 1 euro e 24 centesimi, scappa, rifatti una vita!” – “Ma… come farai… come farai, col parcheggio” – “In qualche modo farò, non pensare a me” – “Non hai capito dotto’, sono io che faccio anche da parcheggiatore qui, come farai a pagarmi”.

Poi ci sono i mendicanti per conto terzi, quelli col banchetto che “Lascerebbe un’offerta per i bambini del Bangladesh?”

–       Perché che hanno fatto?

–       Che cazzo te ne frega, lascia i soldi

Questo vorrei rispondessero per convincermi almeno con la simpatia invece no, ti sbarrano la strada con un sorriso e un volantino

–       Pensi che con un contributo di soli 12 euro puoi sfamare un bambino per 36 giorni.

Il cervello comincia a girare per cercare una scusa credibile per declinare l’offerta, ma è impossibile perché occupato a pensare alla cosa delle 12 euro per 36 giorni e dal perché non 10 euro per un mese, ed è una tattica apposita per farti distrarre dal trovare una scusa. Cosicché interviene la parte del cervello preposta a questo tipo di emergenze:

–       Non ci penso neanche a finanziare la mafia bengalese!

Fatto sta che con i mendicanti per conto terzi non si può stare sereni neanche chiusi in casa. Da me è un continuo di ‘sti ragazzetti di “S**** *** ******”.

Che poi ho scoperto che questi non sono volontari ma vengono pagati. È spiazzante, vuol dire che l’organizzazione non spende tutto in alloggi lussuosi, cene, viaggi di rappresentanza per i capoccia (pensate a tutte le convention per la fame nel mondo che si tengono) e spot in tv come qualsiasi altra organizzazione che si rispetti.

Perché parliamoci chiaro, sono ormai molti decenni che esistono, ed esiste la beneficienza, da allora il problema doveva essere già bello che risolto; Nell’87 immaginavamo il 2017 con i bambini africani in Bentley negli spot dove si chiedeva un contributo per far avere più birra ai bambini africani del sabato sera. E quindi le cose sono due: o questi delle associazioni sono degli enormi abbuffini, oppure quei volontari che girano per le case sono assunti e pagati direttamente dai bambini africani, che a telecamere spente vivono vestiti da Puff Daddy, ma al contrario di Puff Daddy, che invece è a telecamere spente che è circondato da mosche che gli si posano in faccia e gli ronzano intorno.

Quella di S**** ** **** è una formula ad abbonamento: firmi un contratto e paghi un tot al mese per tenere in vita un bambino. Quando non paghi più lo ammazzano. Le cose sono un po’ migliorate da quando c’è la legge Bersani, che ti permette di disdire l’abbonamento senza il preavviso di 6 mesi. Come penale c’era che prima di ammazzarlo gli strappavano gli arti.

La mamma di un mio amico si abbonò e le mandavano periodicamente le foto del bambino a dimostrazione del bene che stava facendo, poi dopo la disdetta le arrivò la foto del cadavere squartato. Ma col senno di poi ha ripensato al fatto che già le foto da vivo arrivavano insieme a fogli con testo scritto a caratteri ritagliati da giornali. E che il mio amico, suo figlio, mancava di casa da un po’ di tempo. E quel bambino somigliava fortemente a lui con 8 passate di fondotinta scuro.

Ho cercato un po’ su internet e ho trovato dei rimedi per tenere questi rappresentanti lontani da casa: si taglia in due una bottiglia di plastica, nella parte inferiore ci si mette aceto, un lievito e dello zucchero, li si mescola e si copre con la parte alta della bottiglia, rovesciata a mo’ di imbuto, lasciando quell’intruglio fuori dalla porta d’ingresso. Poi ho scoperto che avevo sbagliato link ed era una trappola per zanzare.

Però quando sono andato a toglierla ne ho trovato dentro uno morto.

L’Invendore di Natale (#10)

L’invenzione del Natale, presentata nel festival delle invenzioni dell’anno 1 d.c., è stata uno dei maggiori successi di tutti i tempi. Essa però ha bisogno di mantenersi viva, e per renderlo possibile è necessario il supporto di altre invenzioni. Ecco a voi quelle di quest’anno:

  • Petardi da interno: si sparano comdamente in casa senza uscire al freddo ed al pericolo. Esplodendo emettono un gradevole profumo alla lavanda. Possono essere sparati anche in bagno prima di uscire
  • Presepe portatile: la collina, ogni casetta, ogni personaggio, ogni singola pecora ed ogni singolo filo d’erba sono pieghevoli
  • Sciarpa ∞: (idea regalo) ad ogni giro intorno al collo si allunga della stessa dimensione costringendo l’utente ad avvolgere sempre di un altro giro, all’infinito. Per ridere un po’
  • Coltellino svizzero di Natale: contiene un coltello, un cavatappi, una lima, una forbicetta, un tagliaunghie ed un albero di Natale già addobbato alto 150cm
  • Cena di Natale/Capodanno completa, in dado: portare una pentola d’acqua all’ebollizione, immergere il dado e correre più lontano possibile
  • Cintura da pantaloni ad allargamento progressivo: si adegua alla crescita dell’addome nel mentre del cenone. Fornita di allarme sonoro che indica l’infarto in corso (melodia cicalino: Jingle Bells)
  • Tombola con numeri mangiabili: simili a smarties ma col numero impresso. Abbinato al prodotto c’è il kit gastroscopia per ogni “È uscito il numero …?” e per il controllo finale
  • Voucher natalizi: è possibile usarli sia come regalo di Natale sia per retribuire i bimbi che passano per le sedie dei parenti dopo aver recitato la poesia di Natale
  • il mercante in fiera vivente: prendendo spunto dal presepe vivente, una particolare confezione del celebre gioco di carte nel quale ognuno può possedere una giapponesina, un bersagliere, un lattante o un canguro veri, vivi e vegeti, e sperare che ce ne siano altri uguali sul tavolo coperti e affiancati dai premi
  • Baffi di Hitler di Natale: fatti di stelle filanti dorate.

 

(ATTENZIONE: contiene tracce di Nico Sciscia)

Forum al psicopatico/ubriaco

Un luogo dove gli psicopatici chiedono aiuto su ogni argomento e ottengono risposte dagli ubriachi più specializzati del web.

  • Domanda: Il cestello della mia lavatrice gira vorticosamente e guardandola mi sembra di rivivere il momento in cui ho sgozzato il cane del vicino perché dava fastidio al cane dell’altro vicino (questa mia tendenza a schierarmi). Come faccio ad allontanare da me questo ricordo, la whirlpool fornisce un rallentatore di centrifuga?

    Risponde l’ubriaco esperto di Elettrodomestici
    Ma cosa ci devi fare con la lavatrisce? laascia perdere amico mio. Laascia perdere. Mia moglie non mi ama più. Lava a mano, e lascia che i cani si chiariscano tra di loro!
    ——
  • D: Purtroppo è un periodo che ho cominciato a ritrovarmi gli scarafaggi in casa. Mia moglie ha paura. Essendo anche animali sporchi e che portano malattie ho dovuto prendere provvedimenti, così ho cominciato a lavarli. 60° in lavatrice con detersivo liquido, additivo igienizzante e ammorbidente ma anche dopo averli messi in asciugatrice me li ritrovo aggrinziti. Come posso fare?

    Risponde l’ubriaco esperto di igiene della casa

    Lo scarafaggio è un animale molto scuro, attento a non lavarlo insieme ai millepiedi se no t-si machia tutto quest e cos il resto! E questo è un fatto. Oh. Allora, dove eravam ah già, scuro, è scuro e mi piace il colore dello scarafaggio. Ma poi dico io porco il mondo che shinshshj nd’ss’ma se ci hai una moglie, perché fai tu i lavori di casa? SSei una femminuccia? E ‘uardami quando ti parlo!
    ——
  • D: Ho cambiato hard disk sul mio notebook da circa due settimane. Siccome il windows 8 me lo hanno sconsigliato tutti ho messo il buon vecchio windows 95. Fino ad oggi tutto a posto ma poi nel caricarmi il windows si blocca sulla schermata dos con messaggio che non trova alcuni file vxd. Dopo aver letto numerosi post di Aranzulla, non avendoci capito niente, per la rabbia ho scaraventato il nb più volte contro il muro. Adesso fa un beep quando lo accendo e poi rimane la schermata nera. Soluzioni?

    Risponde l’ubriaco esperto di informatica
    Eh, chi ha parlato! Ah sei tu.
    ——
  • D: Ho una Golf del 2013. L’altra notte, nel viaggio di ritorno dal lago, dov’ero andato a buttare una delle ultime donne che ho fatto a pezzi, ho iniziato a sentire un cigolìo e subito dopo si è accesa la spia dell’olio. Mi sono fermato e ho controllato i livelli ma era tutto a posto. Poi è sceso dalla macchina anche Gesù che ha controllato le guarnizioni ma anche lì tutto perfetto. Mi sono rimesso in viaggio perché dovevo riaccompagnare Gesù a casa ma dopo un po’ l’auto si è fermata. Ho dovuto chiamare il carro attrezzi, il tizio mi ha detto che me l’avrebbe sistemata per 450 euro e che si trattava della coppa dell’olio da cambiare. Siccome istintivamente gli ho tagliato la giugulare, potrei avere un tutorial per fare il lavoro da me?

    Risponde l’ubriaco esperto di motori
    Fai una cosa, prendi il coso lì, prendi la chiave da 13, o da 28 nn m ric’rd forse la 26 o la 39 fai te, scegli, prendi una decisione nella tua vita una volta tanto. Solleva quella puttana di macchina sui cavalletti e vacci sotto sdraiato. Svita tuuutte tutte le viti che vedi, meglio abbondare. Quando viene giù tutto poi vediamo, fammi ricordare, ci sentiamo dopo ma lo so, lo so. Vorresti dire il contrario?
    ——
  • D: Ho un Huwawei P8 nuovo di pacca. Sistematicamente, all’arrivare di ogni messaggio o notifica, il mio amico immaginario si mette a curiosare. Come si attiva il touch id o il codice di sblocco?

    Risponde l’ubriaco esperto di dispositivi mobili
    Percghé duvrei risponderti? Siamo amigi? Ssiamo amigi noi? Via dalla mia proprietà!
    ——
  • D: Ho beccato una multa da autovelox perché superavo di 352km/h la velocità massima consentita di 130km/h. Dovrei fare ricorso perché in quel momento ero in servizio e dovevo raggiungere al più presto il dottor Evil perché stava per far esplodere i propri ordigni nucleari in tutto il mondo. Va bene il Giudice di Pace o in questi casi è meglio fare il ricorso al Prefetto?

    Risponde l’ubriaco esperto in Codice della Strada e tutela del consumatore
    Allora. Aaallora, faccio una premessa: PURE IO UNA VOLTA cos no vabbé; i dispositivi di misurazione della velocità devono essere omologati ai sensi dell’artijc’l 192… cendonovandadue porcoilclero mi sono ricordato… dov’ero rimasto? Ah, sì. Ma dell’omologazione n’n ce ne frega niende perché cioè quello n’n è che fai l’eroe e così. Vai dal Prefetto. Megglio un Prefetto oggi come dice quel proverbio… Meglio un Prefetto oggi… che un Prefetto domanighghjghjahahagh.

 

Cit Parade #4

  1. Vuoi ancora soldi per andare al barbiere? Un non so cosa mi dice che mi prendi per il culo.
    [Il papà di Antonio Gramsci]
  2. E io? E io? Anch’io il giretto, se no lo dico a mamma!
    [Il terzo fratello Wright, il più piccolo]
  3. Perché dovrei chiamarmi Giovanni Paolo I? Perché primo? Che ne sapete che ci sarà un secondo? ‘sta storia non mi piace per niente.
    [Papa Luciani ad alcuni cardinali, il giorno dell’elezione]
  4. Per cortesia, glielo chiedo gentilmente per la quinta volta, può almeno togliersi il cappello, che da qui non riesco a vedere niente?
    [John W. Booth rivolgendosi ad Abrahm Lincoln]
  5. No dai ti prego, le foto no!
    [amici a casa di Marco Polo, invitati a cena la sera del suo ritorno dalla Cina]