L’Invendore di Carnevale (#11)

Lo scherzo è la forma di divertimento più antica del mondo, ancora più delle battute sui calzini di Mughini.
Come da tradizione, alle porte del Carnevale di ogni anno viene allestita la Fiera dell’Innovazione dello scherzo di Tarvisio, a partire da quest’anno.

L’evento ha avuto un inaspettato successo, l’afflusso di gente è stato spaventoso, i centralini sono intasati: chiamano lamentando che sono arrivati a Tarvisio da Lamezia Terme ma lì nessuno sa niente di questa fiera. AHAHAHAH!

Ad ogni modo, ecco a voi un elenco di nuovi scherzi inventati per un Carnevale innovativo:

  • Caramelle all’aglio col virus dell’epatite B
  • Fialette puzzolenti da ricchi: puzzano di Tavernello o di Kia nuova
  • Palloncino iperimbarazzante: una volta che ci si siede sopra non emette il suono della scorreggia ma una dichiarazione di Adinolfi
  • Sangue finto di plastica ma da mestruazioni: Si applica sull’interno coscia, arriva fino al polpaccio. Valido anche per il sempreverde scherzo “Ho perso il bambino! Ho perso il bambino!”
  • Denti di Dracula odontoiatrici accompagnati da fattura del dentista: puro terrore per il vostro coniuge o genitore
  • Virus ransomware che decripta tutti i file video, cambiando le colonne sonore dei  film cult memorizzati con “Acchiapp u can’.mp3” di Leone Di Lernia
  • Stretta di mano con scossa 2.0: la vittima, con una stretta di mano viene a contatto col dispositivo e non gli prende più il 4G
  • Schiuma spray virtuale: si spruzza sulle foto profilo di facebook
  • Maschera di Gad Lerner: per saltare fuori all’improvviso da dietro gli angoli
  • Fiorellino da mettere all’occhiello della giacca: con pompetta nascosta per spruzzare sulla faccia della vittima la dura realtà.

Manuale di adattamento alla vita urbana: la minaccia “carità”

Da 15 anni faccio lo stesso percorso: esco di casa la mattina e ci metto 3 ore per arrivare in ufficio, 2 ore di strada e mezzi pubblici più un’ora a schivare tutti i tipi di mendicanti, fare giri assurdi e attraversamenti stradali per bypassarli. Devo faticare per essere puntuale alle 9 in ufficio, ed essere sbattuto alle 9:02 dalla sicurezza che urla “La smetta di venire ogni cristo di giorno qui nessuno la conosce, lo vuole capire?” (ma insisterò così tanto che un giorno mi daranno un lavoro).

Appena ci si trova in prossimità di un mendicante, a livello neuronale scatta la reazione primaria propria di ogni essere vivente in caso di pericolo: il cervello produce una scarica di ormoni che danno luogo alla reazione “Emmadonna che due coglioni!”.

Segue il dover decidere in fretta tra un ampio ventaglio di scelte possibili, di solito pensate in ordine: 1. Non gli do un cazzo. 2. Gli do 50 centesimi. 3. Gli do gli spiccioli da 1 e 2 centesimi così me ne libero pure. 4. Ma no, non gli do un cazzo. 5. No, no, non gli do proprio un cazzo.

Quando va male, la catena delle scelte viene interrotta ai 50 centesimi, quando va peggio metti la mano in tasca e confondi i 50 centesimi con la moneta da 2 euro, ma te ne accorgi quando ormai la generosa mano è in prossimità della sua ed il sorriso bonario è già evidente sulla tua faccia. Punto di non ritorno.

Di natura l’essere umano è un pezzo di merda, ma educazione ricevuta da genitori e scuola, ma soprattutto da bim bum bam e i vari fumetti per ragazzi (Il Camionista, Corna Vissute, La Poliziotta, Il Tromba, … ), ci dice che non è il caso di mostrarsi così merdone, a meno che non si voglia far breccia sull’elettorato medio.

L’uomo di città ha ormai sviluppato il sesto senso e l’esperienza tali da sapere quale mendicante si può evitare come:

  • quello che si può stoppare anche solo con un gesto della mano, il barbone che non crede in sé stesso e nella causa del chiedere soldi ad estranei
  • il mendicante petulante che vuole fare carriera nel mondo dell’accattonaggio col quale tocca fingere di essere al telefono mostrandosi uno assente da tutto ciò che lo circonda. Sapevate o no che i primi modelli di cellulare furono inventati non per comunicare ma come schiva-mendicante?

Occhio però, ci sono dei mendicanti talmente petulanti da seguirvi per ore, e se non siete donne potreste non resistere così tanto con un telefono all’orecchio.

C’è qualcosa che dà sollievo in quelle voci che dicono “I soldi che dai loro vanno alla mafia dell’elemosina”. Quando c’è di mezzo il termine “mafia” e simili, vengono annullati tutti i doveri morali minimi, come anche quello del fingersi dispiaciuti:

[esempi]

“I neonazisti hanno bruciato il negozio di un cinese” →  “Fanno bene, dietro quei negozi c’è la mafia cinese”

“Hanno ucciso un ragazzo a Napoli” →  “Sicuramente era un camorrista, altrimenti cosa ci faceva in giro per Napoli?”

“Ma perché butti la batteria dell’auto nel sacchetto dell’umido?” →  “Tanto c’è l’ecomafia”

“La prego, non si può fumare in questo ristorante, ci sono un sacco di bambini” →  “Sono tutti mafiosi”.

Mendicanti, fatevi furbi. Ora siete solo delle cacche puzzolenti che tutti tengono lontane. Cercate di farvi intervistare da Striscia la Notizia, dalle Iene o da Pomeriggio 5. Se apparite in tv, diventerete “Il poveraccio a cui tutti vogliono bene”. I mendicanti che escono in tv poi hanno tutto, compresa una locuzione dopo il nome, ad esempio “Mariano del Grande Fratello”.

D’altro canto c’è che fare l’elemosina non è sempre facile, perché non esiste il solo andare in giro col cappello ma anche chi offre un servizio o oggetti, e non escluderei che molti mendicanti di questo tipo credono ancora di offrire qualcosa di gradito. Io per esempio, dovessi mai trovarmi a perdere tutto (attualmente di mio mio ho le pile del telecomando. E a società con una vicina di casa un pigiama, lei s’è presa la parte di sotto e io di sopra. C’è lo spazio per le tette. Chi lo sa, se dovesse proprio mettersi male un giorno potrebbe tornarmi utile) non saprei proprio come fare e in che ramo della mendicanza buttarmi:

–       Nel lavaggio parabrezza ai semafori? Non so, ho visto solo clienti scontenti, spesso incazzosi. Alcuni muovono i tergicristalli per non farli avvicinare (i più categorici hanno sempre un puma collegato alla levetta che aziona le spazzole, viene lanciato contro il mendicante appena azionata) (i più parsimoniosi hanno un filo attaccato al puma, per ritirarlo una volta che ha finito di sbranare quello che c’è da sbranare) (i più spendaccioni hanno puma usa e getta). Non lo so, non ho mai sentito di qualcuno che esce di casa e dice “Ora vado al semaforo della Casilina e mi faccio dare una bella lavata al parabrezza”.

–       Nella fornitura rose nei ristoranti tarvestito da filippino? Se c’è una cosa che non sopporto sono le battute sceme già fatte per le solite occasioni. Ora io sono sicuro che alla prima occasione, se incontrassi il classico gruppetto di amici e amiche ai quali propongo la rosa, al primo che mi risponde accennando al suo amico vicino “No grazie, ci siamo lasciati” (con le classiche ridacchiate delle ragazze) gli partirei con uno schiaffone su tutta l’area tra il vomere e lo sfenoide (sì, sarebbe tra il naso e la tempia ma volevo far vedere che ne so a pacchi). Una volta, trovandomi in una comitiva dove è successo questo, mentre tutti ridevano ho avvicinato il filippino e chiesto lui “Ma come fai, dimmi come fai a sopportare questo cento volte al giorno”. Lui dopo un po’ di resistenza continuando a mantenere quel sorriso da divertito che mostra ai battutisti, non ce l’ha fatta più ed è crollato a piangere sonoramente sulla mia spalla, tanto che mi si è stretto il cuore e gli ho sussurrato “Tieni, questo è tutto quello che ho, sono 1 euro e 24 centesimi, scappa, rifatti una vita!” – “Ma… come farai… come farai, col parcheggio” – “In qualche modo farò, non pensare a me” – “Non hai capito dotto’, sono io che faccio anche da parcheggiatore qui, come farai a pagarmi”.

Poi ci sono i mendicanti per conto terzi, quelli col banchetto che “Lascerebbe un’offerta per i bambini del Bangladesh?”

–       Perché che hanno fatto?

–       Che cazzo te ne frega, lascia i soldi

Questo vorrei rispondessero per convincermi almeno con la simpatia invece no, ti sbarrano la strada con un sorriso e un volantino

–       Pensi che con un contributo di soli 12 euro puoi sfamare un bambino per 36 giorni.

Il cervello comincia a girare per cercare una scusa credibile per declinare l’offerta, ma è impossibile perché occupato a pensare alla cosa delle 12 euro per 36 giorni e dal perché non 10 euro per un mese, ed è una tattica apposita per farti distrarre dal trovare una scusa. Cosicché interviene la parte del cervello preposta a questo tipo di emergenze:

–       Non ci penso neanche a finanziare la mafia bengalese!

Fatto sta che con i mendicanti per conto terzi non si può stare sereni neanche chiusi in casa. Da me è un continuo di ‘sti ragazzetti di “S**** *** ******”.

Che poi ho scoperto che questi non sono volontari ma vengono pagati. È spiazzante, vuol dire che l’organizzazione non spende tutto in alloggi lussuosi, cene, viaggi di rappresentanza per i capoccia (pensate a tutte le convention per la fame nel mondo che si tengono) e spot in tv come qualsiasi altra organizzazione che si rispetti.

Perché parliamoci chiaro, sono ormai molti decenni che esistono, ed esiste la beneficienza, da allora il problema doveva essere già bello che risolto; Nell’87 immaginavamo il 2017 con i bambini africani in Bentley negli spot dove si chiedeva un contributo per far avere più birra ai bambini africani del sabato sera. E quindi le cose sono due: o questi delle associazioni sono degli enormi abbuffini, oppure quei volontari che girano per le case sono assunti e pagati direttamente dai bambini africani, che a telecamere spente vivono vestiti da Puff Daddy, ma al contrario di Puff Daddy, che invece è a telecamere spente che è circondato da mosche che gli si posano in faccia e gli ronzano intorno.

Quella di S**** ** **** è una formula ad abbonamento: firmi un contratto e paghi un tot al mese per tenere in vita un bambino. Quando non paghi più lo ammazzano. Le cose sono un po’ migliorate da quando c’è la legge Bersani, che ti permette di disdire l’abbonamento senza il preavviso di 6 mesi. Come penale c’era che prima di ammazzarlo gli strappavano gli arti.

La mamma di un mio amico si abbonò e le mandavano periodicamente le foto del bambino a dimostrazione del bene che stava facendo, poi dopo la disdetta le arrivò la foto del cadavere squartato. Ma col senno di poi ha ripensato al fatto che già le foto da vivo arrivavano insieme a fogli con testo scritto a caratteri ritagliati da giornali. E che il mio amico, suo figlio, mancava di casa da un po’ di tempo. E quel bambino somigliava fortemente a lui con 8 passate di fondotinta scuro.

Ho cercato un po’ su internet e ho trovato dei rimedi per tenere questi rappresentanti lontani da casa: si taglia in due una bottiglia di plastica, nella parte inferiore ci si mette aceto, un lievito e dello zucchero, li si mescola e si copre con la parte alta della bottiglia, rovesciata a mo’ di imbuto, lasciando quell’intruglio fuori dalla porta d’ingresso. Poi ho scoperto che avevo sbagliato link ed era una trappola per zanzare.

Però quando sono andato a toglierla ne ho trovato dentro uno morto.

L’Invendore di Natale (#10)

L’invenzione del Natale, presentata nel festival delle invenzioni dell’anno 1 d.c., è stata uno dei maggiori successi di tutti i tempi. Essa però ha bisogno di mantenersi viva, e per renderlo possibile è necessario il supporto di altre invenzioni. Ecco a voi quelle di quest’anno:

  • Petardi da interno: si sparano comdamente in casa senza uscire al freddo ed al pericolo. Esplodendo emettono un gradevole profumo alla lavanda. Possono essere sparati anche in bagno prima di uscire
  • Presepe portatile: la collina, ogni casetta, ogni personaggio, ogni singola pecora ed ogni singolo filo d’erba sono pieghevoli
  • Sciarpa ∞: (idea regalo) ad ogni giro intorno al collo si allunga della stessa dimensione costringendo l’utente ad avvolgere sempre di un altro giro, all’infinito. Per ridere un po’
  • Coltellino svizzero di Natale: contiene un coltello, un cavatappi, una lima, una forbicetta, un tagliaunghie ed un albero di Natale già addobbato alto 150cm
  • Cena di Natale/Capodanno completa, in dado: portare una pentola d’acqua all’ebollizione, immergere il dado e correre più lontano possibile
  • Cintura da pantaloni ad allargamento progressivo: si adegua alla crescita dell’addome nel mentre del cenone. Fornita di allarme sonoro che indica l’infarto in corso (melodia cicalino: Jingle Bells)
  • Tombola con numeri mangiabili: simili a smarties ma col numero impresso. Abbinato al prodotto c’è il kit gastroscopia per ogni “È uscito il numero …?” e per il controllo finale
  • Voucher natalizi: è possibile usarli sia come regalo di Natale sia per retribuire i bimbi che passano per le sedie dei parenti dopo aver recitato la poesia di Natale
  • il mercante in fiera vivente: prendendo spunto dal presepe vivente, una particolare confezione del celebre gioco di carte nel quale ognuno può possedere una giapponesina, un bersagliere, un lattante o un canguro veri, vivi e vegeti, e sperare che ce ne siano altri uguali sul tavolo coperti e affiancati dai premi
  • Baffi di Hitler di Natale: fatti di stelle filanti dorate.

 

(ATTENZIONE: contiene tracce di Nico Sciscia)

Forum al psicopatico/ubriaco

Un luogo dove gli psicopatici chiedono aiuto su ogni argomento e ottengono risposte dagli ubriachi più specializzati del web.

  • Domanda: Il cestello della mia lavatrice gira vorticosamente e guardandola mi sembra di rivivere il momento in cui ho sgozzato il cane del vicino perché dava fastidio al cane dell’altro vicino (questa mia tendenza a schierarmi). Come faccio ad allontanare da me questo ricordo, la whirlpool fornisce un rallentatore di centrifuga?

    Risponde l’ubriaco esperto di Elettrodomestici
    Ma cosa ci devi fare con la lavatrisce? laascia perdere amico mio. Laascia perdere. Mia moglie non mi ama più. Lava a mano, e lascia che i cani si chiariscano tra di loro!
    ——
  • D: Purtroppo è un periodo che ho cominciato a ritrovarmi gli scarafaggi in casa. Mia moglie ha paura. Essendo anche animali sporchi e che portano malattie ho dovuto prendere provvedimenti, così ho cominciato a lavarli. 60° in lavatrice con detersivo liquido, additivo igienizzante e ammorbidente ma anche dopo averli messi in asciugatrice me li ritrovo aggrinziti. Come posso fare?

    Risponde l’ubriaco esperto di igiene della casa

    Lo scarafaggio è un animale molto scuro, attento a non lavarlo insieme ai millepiedi se no t-si machia tutto quest e cos il resto! E questo è un fatto. Oh. Allora, dove eravam ah già, scuro, è scuro e mi piace il colore dello scarafaggio. Ma poi dico io porco il mondo che shinshshj nd’ss’ma se ci hai una moglie, perché fai tu i lavori di casa? SSei una femminuccia? E ‘uardami quando ti parlo!
    ——
  • D: Ho cambiato hard disk sul mio notebook da circa due settimane. Siccome il windows 8 me lo hanno sconsigliato tutti ho messo il buon vecchio windows 95. Fino ad oggi tutto a posto ma poi nel caricarmi il windows si blocca sulla schermata dos con messaggio che non trova alcuni file vxd. Dopo aver letto numerosi post di Aranzulla, non avendoci capito niente, per la rabbia ho scaraventato il nb più volte contro il muro. Adesso fa un beep quando lo accendo e poi rimane la schermata nera. Soluzioni?

    Risponde l’ubriaco esperto di informatica
    Eh, chi ha parlato! Ah sei tu.
    ——
  • D: Ho una Golf del 2013. L’altra notte, nel viaggio di ritorno dal lago, dov’ero andato a buttare una delle ultime donne che ho fatto a pezzi, ho iniziato a sentire un cigolìo e subito dopo si è accesa la spia dell’olio. Mi sono fermato e ho controllato i livelli ma era tutto a posto. Poi è sceso dalla macchina anche Gesù che ha controllato le guarnizioni ma anche lì tutto perfetto. Mi sono rimesso in viaggio perché dovevo riaccompagnare Gesù a casa ma dopo un po’ l’auto si è fermata. Ho dovuto chiamare il carro attrezzi, il tizio mi ha detto che me l’avrebbe sistemata per 450 euro e che si trattava della coppa dell’olio da cambiare. Siccome istintivamente gli ho tagliato la giugulare, potrei avere un tutorial per fare il lavoro da me?

    Risponde l’ubriaco esperto di motori
    Fai una cosa, prendi il coso lì, prendi la chiave da 13, o da 28 nn m ric’rd forse la 26 o la 39 fai te, scegli, prendi una decisione nella tua vita una volta tanto. Solleva quella puttana di macchina sui cavalletti e vacci sotto sdraiato. Svita tuuutte tutte le viti che vedi, meglio abbondare. Quando viene giù tutto poi vediamo, fammi ricordare, ci sentiamo dopo ma lo so, lo so. Vorresti dire il contrario?
    ——
  • D: Ho un Huwawei P8 nuovo di pacca. Sistematicamente, all’arrivare di ogni messaggio o notifica, il mio amico immaginario si mette a curiosare. Come si attiva il touch id o il codice di sblocco?

    Risponde l’ubriaco esperto di dispositivi mobili
    Percghé duvrei risponderti? Siamo amigi? Ssiamo amigi noi? Via dalla mia proprietà!
    ——
  • D: Ho beccato una multa da autovelox perché superavo di 352km/h la velocità massima consentita di 130km/h. Dovrei fare ricorso perché in quel momento ero in servizio e dovevo raggiungere al più presto il dottor Evil perché stava per far esplodere i propri ordigni nucleari in tutto il mondo. Va bene il Giudice di Pace o in questi casi è meglio fare il ricorso al Prefetto?

    Risponde l’ubriaco esperto in Codice della Strada e tutela del consumatore
    Allora. Aaallora, faccio una premessa: PURE IO UNA VOLTA cos no vabbé; i dispositivi di misurazione della velocità devono essere omologati ai sensi dell’artijc’l 192… cendonovandadue porcoilclero mi sono ricordato… dov’ero rimasto? Ah, sì. Ma dell’omologazione n’n ce ne frega niende perché cioè quello n’n è che fai l’eroe e così. Vai dal Prefetto. Megglio un Prefetto oggi come dice quel proverbio… Meglio un Prefetto oggi… che un Prefetto domanighghjghjahahagh.

 

Cit Parade #4

  1. Vuoi ancora soldi per andare al barbiere? Un non so cosa mi dice che mi prendi per il culo.
    [Il papà di Antonio Gramsci]
  2. E io? E io? Anch’io il giretto, se no lo dico a mamma!
    [Il terzo fratello Wright, il più piccolo]
  3. Perché dovrei chiamarmi Giovanni Paolo I? Perché primo? Che ne sapete che ci sarà un secondo? ‘sta storia non mi piace per niente.
    [Papa Luciani ad alcuni cardinali, il giorno dell’elezione]
  4. Per cortesia, glielo chiedo gentilmente per la quinta volta, può almeno togliersi il cappello, che da qui non riesco a vedere niente?
    [John W. Booth rivolgendosi ad Abrahm Lincoln]
  5. No dai ti prego, le foto no!
    [amici a casa di Marco Polo, invitati a cena la sera del suo ritorno dalla Cina]

L’Invendore #9

La giornata dell’1 bognembre 2016 rimarrà nella storia come la prima del nuovo mese inventato per venire incontro alla lacunosa mancanza di un mese che inizia con la lettera B. Sarà allora che verrà allestita la conferenza dove verranno presentate tutte le nuove invenzioni che saranno vendute nei migliori negozi di nifellenteria.

1 – Pantofole da ginnastica

2 – Lavagna usa e getta

3 – Facoltà universitaria di Tricorecchiologia: dove si studia quella parte dell’essere umano dove il capelli si incontrano con le orecchie

4 – Tablet a motore: a benzina, diesel o gpl

5 – Placadenti: è il contrario dello stuzzicadenti

6 – Rame da stiro: è il ferro da stiro per Rom

7 – Frase fatta “Chi salta il fosso urla a più non posso”: è ancora allo studio per attribuirle un significato

8 – Carta igienica da sub

9 – Movimento 6 stelle: nuovo partito politico che spazzerà via la versione con meno stelle

10 – Panciera esplosiva: per terroristi kamikaze obesi

Come odiare correttamente le persone con la messa in piega

Una pluralità di singoli capelli che nasce dalla cute soprafrontale, si protrae in avanti nel vuoto per poi tornare, verso le punte, indietro verso la parte posteriore del sopracranio. Da Elvis Presley a Fonzie, da Little Tony a Bobby Solo, esiste un vasto numero di personaggi del presente e del passato che hanno ispirato l’industria dei camper ma che bisogna imparare ad odiare in una maniera ordinata.

LIVELLO 1 – Installazione dell’odio

a) La persona pettinata con la messa in piega, guardato dal profilo destro il ciuffo è a forma di D piena, dal sinistro è una C piena. Va da sé che spostandosi dal profilo destro a quello sinistro viene fuori DC; questo dovrebbe bastare per farvi immaginare tutti i democristiani e il loro insediarsi in tutti i partiti di destra e sinistra rovinando la geometria politica. Potrebbe trarre in inganno ma non si tratta del simbolo Dolby.

b) Il personaggio con la messa in piega ha lanciato la moda del portarsi un pettine nel taschino interno della giacca, ma ancora peggio la gag del pettine a scatto con lo spauracchio del coltellino. Cose che solo gli anni ’90 e le cravatte con gli orsacchiotti indossate su abiti formali sono riuscite a spazzare via.

c) Chi porta una messa in piega sul ciuffo anteriore in genere si pavoneggia. Non esistono persone con un taglio di capelli simili ma che sono umili, o addirittura con poca fiducia in sé stessi. Tuttavia l’aspetto psicologico più triste di queste persone è che sono fondamentalmente degli emuli: il maggior rappresentante della messa in piega è stato Elvis Presley; in Italia abbiamo avuto cantanti che tristemente hanno fatto di tutto per apparire e atteggiarsi come Elvis e il caso più eclatante e noto, suvvia, lo conosciamo tutti: Iva Zanicchi.

LIVELLO 2 – Cosa odiare

a) L’incorreggibilità. Una persona che opta per il look con la messa in piega sul ciuffo anteriore quasi mai si pente. Sebbene nella storia ci siano stati casi di remissione (James Brown per un periodo entrò a far parte di quelli con la messa in piega ma poi cambiò per un taglio che, nonostante molto più insensato, scoordinato e inaccostabile a qualsiasi tipo di abbigliamento, gli restituì molto in immagine e successo), nella stragrande maggioranza dei casi, a meno che non ci sia un intervento provvidenziale come l’alopecia, si può notare senz’altro l’ostinazione di portare la messa in piega fino alla morte.

b) I fan (dei personaggi famosi con la messa in piega). Notatelo, se in genere un fan accanito di qualcuno è una persona che può arrivare ad essere valutata instabile psicologicamente, il fan accanito di Elvis Presley, di Fonzie o di James Dean è oggetto di studio di una branchia della psichiatria a parte. Si vestono e si pettinano come loro, a primo acchitto vien da pensare “poveri pagliacci”, ma la cosa è molto più seria di quanto sembri: l’umanità rischia di fare una figura di merda al cospetto di possibili visitatori alieni, peggio che con le rotatorie coi semafori. Una fortuna di non poco conto c’è nel fatto che sono diminuiti drasticamente i fan accaniti di Bobby Solo.

c) Il buco nell’ozono. Sì, sono stati loro. Il fabbisogno di lacca di questi individui, usata per decenni, ha danneggiato lo strato di ozono per il quale le pubblicità progresso in onda sulla RAI negli anni ’90 hanno fatto sentire in colpa tutti ma proprio tutti noi. E invece è tutta colpa loro. E dicevano che siamo stati noi. Cioè, capito?

LIVELLO 3 – How to

a) La destabilizzazione. Dire a uno con la messa in piega che Claudio Villa scopava come un assassino e che ha avuto più del doppio delle donne di James Dean; oppure che non tutti gli elettori di Albertini a sindaco di Milano poi dopo votarono la Moratti.

b) Inoculare la depressione. Parlare alle spalle di uno di loro facendo in modo da essere sentiti e dire in modo sarcasticamente eccitato “Guarda quello, ha la stessa pettinatura di Malgioglio”.

c) Il bullismo anni ’50. Usare armi della stessa era di quella pettinatura, vestiti con un bomber dire frasi come “Ehi nanerottolo, te li fa tua madre quei capelli?”, “Ehi the pelvis, facci un balletto dai”, …

 

MITI SFATATI

Si faceva riferimento a studi antropologi e da parte di biologi secondo i quali nella messa in piega vi si sviluppava una parte aggiuntiva del cervello in grado di fare da radar, come i capodogli. Tutte voci smentite dalla scienza ufficiale.

Un dio venerato da una tribù africana dona le doti del leone a chi porta quella pettinatura. Ma poi in genere s’è visto che chi si pettina così è solito portare al collo vistosi crocifissi. È una chiara contraddizione, visto che il cristianesimo è più orientato sul lupo, come animale feroce.

L’industria della parruccheria ha da sempre incoraggiato questo taglio in quanto molto costoso; hanno da sempre pubblicizzato le doti antipioggia con effetto tettuccio sulla fronte. Questo può essere vero in condizioni di staticità, ma anche con il semplice camminare la faccia si bagna comunque.

A.C./ F.C.

Ritrovatomi con i miei vecchi amici d’infanzia, dopo un lungo ricordare i vecchi tempi abbiamo deciso di rifarlo. Sì, abbiamo fatto una partita di calcio nello stesso modo in cui la facevamo da bambini. E quindi per strada, e così com’eravamo vestiti. Paolo è subito andato a recuperare 4 pietroni per delimitare le due porte (L’abbiamo mandato proprio per via del nome. Sì, era meglio mandarci Pietro ma non ce l’avevamo, allora Paolo che è simile a palo), non essendocene nelle vicinanze ha preso la sua auto ed è uscito appena fuori il paese. Al ritorno però è stato fermato ad un posto di blocco e perquisito, per via dei pietroni trovati nel bagagliaio se lo sono portato in commissariato per accertamenti.

Intanto abbiamo fatto la conta per chi doveva fare il capitano di ogni squadra e siamo usciti io e Giannantonio, quindi abbiamo scelto i rispettivi giocatori. Io ho preferito puntare sulla potenza: per la difesa ho preso i più ciccioni e violenti. Per l’attacco i più ignoranti, che calciavano di punta tutto ciò che trovavano nel giro di 2 metri attorno a loro. Mancava il pallone e Ruggero è andato a comprare un supersantos al tabaccaio più vicino, ma il tabaccaio non aveva il resto della 100 euro né il pagobancomat, e quindi è dovuto salire prima da sua mamma a chiederle 3500 lire.
Subito dopo il calcio d’inizio, al primo tiro dal centro campo abbiamo subìto il primo gol, un po’ perché giocavamo in 15 metri per 5, un po’ perché Paolo non era tornato coi pietroni e quindi le porte erano larghe quanto tutta la strada, e un po’ perché Pierangelo (il mio portiere) era al cellulare, l’avevano chiamato dall’ospedale ché gli stava nascendo il terzo figlio. È stato cazziato perché non poteva usare il cellulare per non rovinare l’immedesimazione nei tempi di allora e non poteva andarsene.
Dopo un po’ che si giocava è arrivato un gruppetto di ragazzini bulli che ha preso il pallone e non ce lo voleva restituire. Siccome ci eravamo promessi di entrare più possibile nell’atmosfera dei tempi ci siamo messi a piangere e a lagnarci supplicando il pallone indietro, ma siccome non ne volevano sapere Ferruccio è corso a chiamare suo cugino grande, un pluripregiudicato ormai 55enne che non sapendo nulla dell’atmosfera etc., ha preso il loro capetto e gli ha ficcato la pistola in bocca minacciandolo di ammazzare lui e tutta la sua famiglia.
Riavuto il pallone abbiamo proseguito e, ovviamente come capitava sempre, uno dei miei attaccanti ignoranti ha calciato il pallone di punta, che è volato a 120km/h in otto direzioni diverse contemporaneamente, ma tutte che convergevano a fine traiettoria nello stesso punto, cioè la finestra sul balcone dell’anziana signora -figlia dell’anziana signora di trent’anni fa- che prontamente è uscita  e stava per bucare il pallone. Ma poi s’è fatto avanti Tonino Stratosferico (lo chiamavamo così perché abitava in un palazzo sotto il quale c’era uno di quei negozi tutto a mille lire chiamato “Stratosferico”) dicendo di essere il figlio di Dina sua cugina, e quindi la signora ci ha graziati, previo cazziatone di 12 minuti di lei e 5 minacce del marito uscito in canottiera e bretelle.
Abbiamo ricominciato ma non è durata molto: abbiamo dovuto chiamare l’ambulanza dopo che Ferruccio e Tonino Stratosferico hanno provato, come facevano ai tempi, a inscenare la catapulta infernale dei gemelli Derrick. Solo che allora per via del peso e della gioventù se la cavavano con delle sbucciature ed ematomi per qualche giorno, questa volta vedere la scena ci ha preso malissimo: Tonino ha cominciato a consumarsi la schiena sull’asfalto lasciando una scia di sangue e pelle mista a pietroline, poi quando gli è arrivato Ferruccio al volo con le sue due scarpone Lumberjack e col suo peso complessivo aggiunto all’accelerazione di 9,8 m/s, gli ha spaccato un ginocchio e l’altro piede è scivolato sul suo andando a finire in maniera molto prevedibile sui coglioni. Essendo entrato tutto storto, Ferruccio ha perso l’equilibrio cadendo di faccia a terra. In quell’istante uno dei miei ciccioni violenti interviene calciando il supersantos che per la velocità diventa un proiettile di cemento che si stampa sul collo di Ferruccio chiudendogli la giugulare. Mentre Ferruccio era violaceo e privo di sensi per terra, con la mandibola storta, e Tonino Stratosferico si muoveva per terra piangendo al contrario (era un normale piangere di un uomo ma riprodotto in reverse), torna Paolo con i pietroni e vedendosi davanti quella scena, contornata di gente che si menava per ciò che era successo e per la solita assenza di un arbitro, è scappato via. Fatto bene, se la polizia passava di là e lo trovava coinvolto in quella situazione e con quei pietroni (dopo che li aveva convinti per cosa servivano), ‘sta volta non so come sarebbe finita.
Ad ogni modo è passato un signore che ha separato tutti e ha chiamato l’ambulanza (componendo il numero fisso dell’ospedale, sempre per la cosa che non volevamo inquinare l’atmosfera lasciandola uguale a quella di trent’anni fa, abbiamo vietato al tipo di chiamare il 118. E da casa sua, lì vicino, non dal cellulare). Solo che non rispondeva nessuno, l’ospedale nella nostra città è stato smantellato durante i tagli del Governo Monti, e quindi abbiamo caricato i due nell’auto del gentiluomo che li ha portati al più vicino ospedale, a 40km di distanza. Sempre per la questione dell’atmosfera dei tempi, abbiamo deciso di convincerci che sono sopravvissuti entrambi.
Dopo quanto è successo siamo comunque riusciti a mantenere viva dentro di noi quell’atmosfera magica. Tutto si è sfaldato immediatamente dopo: come da usanza del dopopartita di allora siamo andati al market a comprarci i gelito, ma ci siamo resi conto che non esistevano più; e dopo esserci resi conto che non esistevano più i gelito ci siamo resi conto che non esisteva più il market (Infatti era una parrucchiera, che sull’insegna c’era scritto non “Parrucchiera” ma “Coiffeur”).

L’Invendore #8

Nel Centro Ricerche di Gorgoglietta (provincia di Affio) ormai si lavora a pieno regime per rendere l’esistenza dell’essere umano più agevole. Di seguito l’elenco delle prossime invenzioni che varcheranno i cancelli del Centro, non appena deciso cosa scrivere sulla bolla di trasporto.

 

  • Gilet di forza: va messo sopra la camicia di forza
  • Metro integalattica: congiunge la fermata di Assago a quella di Andromeda (attenzione, dopo Gessate è necessario il biglietto extra-galattico)
  • Videocamera a spalla nascosta: per effettuare riprese dalla qualità cinematografica senza farsene accorgere; è una normale videocamera professionale a spalla, anche nelle dimensioni, ma avente le sembianze di un bottone da cappotto
  • Vita reale per utenti facebook
  • Grattugiapollo: finalmente potrete preparare il vostro pollo grattugiato senza difficoltà
  • Festività prenatalizie: vanno dal 12 al 23 dicembre
  • Lozione antiproiettile: evoluzione della lozione anticaduta per capelli
  • Modello di documento Word “Avvertimento sgrammaticato di un condomino da appendere al muro, fotografare e postare su facebook per fare allegria”
  • Spingipugni: più efficace del tirapugni
  • Motore a indifferenza: più ecologico ma meno aggressivo del motore a reazione

I risveglisti

L’Adidasso

Si sveglia presto, cinque minuti dopo è tutto blu con varie striscie bianche laterali. È pieno di gadget misuratori di parametri vitali. 5 km di corsa. Torna con chiazze blu più scuro. Doccia. Colazione. Denti. Un’ora di auto per 5km fino al posto di lavoro.

Aspettativa di vita: 39 anni

Morte prevista: infarto senza possibilità di salutare i cari (che dormono fino alle 11)

 

L’Apollonico

Si sveglia contemporaneamente al levarsi del sole, anche se deve essere a lavoro alle 10. Ha già la voce chiara. Ansia percepibile ma non manifestata. Radio sintonizzata su trasmissioni di umorismo idiota dove si urla e si paventa gioia per un nuovo giorno cominciato. Saluta tutti.

Aspettativa di vita: 87 anni (di cui 40% in carcere per omicidio del coniuge e i figli)

Morte prevista: durante il sonno. Ma all’alba si alza lo stesso.

 

Il Calvinkleino

Si sveglia serenamente. In bagno, barba, doccia, dopobarba, dopobarba (seconda mano), taglio di peli nel naso e orecchie -per tutto il tempo fischiettando Il Ragazzo della Via Gluck- acqua di colonia, cravatta, giacca, specchiata, non scende con ascensore ma dalle scale, con andatura non troppo frettolosa né troppo lenta, nella speranza di incrociare condomine che stanno uscendo per salutare con sorriso ammiccante a metà viso.

Aspettativa di vita: variabile

Morte prevista: occlusione intestinale (inspiegabile il perché ma questa tipologia di persona muore così)

 

Il Nostalgico

Si sveglia faticosamente. Rimane decine di minuti seduto e guarda il letto e il/la coniuge che sta dormendo. Si alza e mentre si lava si affaccia di tanto in tanto alla camera da letto e guarda con sguardo malinconico. In metro attacca bottone con la gente vicina raccontando i rimpianti e quanto si stava bene quando si stava a letto. Durante la giornata lavorativa ha crisi di pianto e guarda la foto incorniciata del suo letto che ha sulla scrivania, la prende e la stringe a sé.

Aspettativa di vita: 98 anni (di cui 43 di rimpianti)

Morte prevista: dopo malattia invalidante che costringe a letto per anni

 

Il Mendicante

Si sveglia dopo molti minuti di rinvio chiesti alla propria radiosveglia. Non è fatto per vivere solo, se non avesse nessuno che lo sproni ad alzarsi e muoversi per andare a lavoro, sarebbe sotto i ponti in meno di una settimana. Ritardatario. Catatonico per tutta la mattinata, non comincia a parlare prima di mezzogiorno. Se proferisce parola prima di quell’ora, vuol dire che sta parlando nel sonno.

Aspettativa di vita: lunga, tende a ritardare anche nella morte

Morte prevista: ovviamente nel sonno

 

L’Americanwayo

Non lo vedi svegliarsi ma lo trovi in cucina già vestito a preparare la colazione con la radio accesa, sorridente. Viso sveglio come già a mezza mattinata. Denti, tanti. Ogni nuovo giorno che comincia è “una benedizione del Signore”. Felice di cominciare una nuova giornata produttiva.

Aspettativa di vita: 45 anni

Morte prevista: incidente stradale mentre va a lavoro (molti ripongono la speranza abbia una morte sofferente)