Crossover The Borders

La fase R.E.M. è la parte meno noiosa del sonno. Gli occhi cominciano a muoversi rapidamente, mentre il cervello comincia ad elaborare e processare quanto avvenuto nella giornata. Da queste complesse operazioni scaturisce il sogno: è prassi che le cose che ci hanno colpito di più durante il giorno diventino parti della sceneggiatura.

Un consiglio: siate responsabili, cercate di costruirvi la trama dei vostri sogni come si deve, non fate come me. Siate protagonisti della vostra immaginazione involontaria. Stavo guardando Presa Diretta – c’era un servizio sui Centri di permanenza per immigrati – però mi interessava anche “Animali assassini” su National Geographic, così cambiavo su National Geographic quando c’era la pubblicità su Rai Tre e viceversa.

Poi sono andato a letto, ed evidentemente nella fase pre-R.E.M. i neuroni addetti al montaggio video hanno fatto casino, perché ne è uscito un sogno che dovrebbe essere mostrato nelle scuole per spaventare i bambini educandoli ad uno zapping responsabile.

Il sogno comincia con un sottofondo di violoncello e in sovraimpressione il titolo “Animali Clandestini”, su immagini di uno stormo di uccelli al tramonto.

Intervista davanti all’ingresso di un bar al Commissario Rex che abbaia in tedesco ma intanto c’è una voce sovrapposta che traduce in italiano:

“È una questione di opportunità: io sono stato fortunato, sono arrivato in Austria con la mia famiglia quando ero cucciolo. Siamo di origine pakistana, a dispetto della razza. Mio padre – saluta un passante, con sorriso ammiccante – mio padre raccoglieva palline da tennis in casa di un produttore televisivo, ed ecco che da cosa nasce cosa e poi insomma…”.

[inquadrature del retro di una tenda da circo, roulotte e gabbie – flauto de “C’era una volta in America”]

Voce narrante di Riccardo Iacona: “Ma non tutti sono così fortunati da trovare lavoro nello show business, o per lo meno non in quello che gode della luce dei riflettori”.

[intervista ad un babbuino che fuma con un gomito poggiato su un barile. Sullo sfondo, sfocate, gabbie di varie dimensioni]

“Diciamo poteva andare peggio – gira la testa a sinistra e guarda un punto lontano indefinito – ma anche meglio, dai. Mio fratello, lui arrivato qui l’anno scorso e sistemato in uno zoo, lui ha posto fisso”

Inviata: “Cosa pensava di trovare lasciando la sua terra per l’Italia?”

Babbuino – gira la testa, sguardo in camera: “Lo zoo Safari. (pausa, sguardo fisso) …Vita tranquilla e tergicristalli gratis”

[Immagini di strade di campagna – volpe lontana che attraversa e si ferma, sguardo verso la telecamera, una zampa alzata] Voce fuori campo di Iacona: “Una cosa è certa, quelli che migrano sulla terra ferma sono molto più rari di quello che sembra. Arrivando da terra, una volta alla dogana dovrebbero dare troppe spiegazioni” [panoramica del varco di frontiera. In lontananza finanziere in piedi tiene in mano dei documenti di identità aperti davanti ad un lupo che parla gesticolando nervosamente].

Cavallo intervistato al mercato ortofrutticolo: “E poi, rendiamoci conto. –si avvicina alla camera- Noi siamo CA-VAL-CABILI! – si gira come a fingere di andarsene, poi si rigira – Se qualcuno ti vede la prima cosa che fa è saltare in groppa e chiedere di essere accompagnato da qualche parte. Una migrazione è un sacco di strada, tocca dare un sacco di passaggi… he-he cumpà, che ti credi?” – si sposta a ¾ come a fingere di andarsene, poi si rigira un po’ oscillando lo zoccolo alla ‘che t’o dico a ffà’.

[Inquadratura di uno stormo di rondini – intro musicale Goran Bregović – Hop, hop, hop] Fuori campo di Iacona: “I numeri fuori controllo vengono dal cielo e dal mare. Perché sì, il fenomeno della migrazione riguarda soprattutto uccelli e pesci”.

[Primo piano: gatta con divisa da funzionaria di polizia, seduta nel suo ufficio, dal basso della telecamera posizionata su scrivania – sullo sfondo quadri che ritraggono gomitoli, uno in stile Salvador Dalì. Parla ruotando una penna tra le dita, che ogni tanto cade sul tavolo e ferma con un colpo lesto di zampa sopra. Testo in sottopancia “Vice Questore Aggiunto Camilla Canuti – Polizia di Frontiera] “Per ogni scoiattolo che fermiamo a Luino ci sono 800 rondini che sorvolano il Mediterraneo; arrivano in massa, ognuna di esse ha la necessità di portarsi dietro moglie e figli, a differenza del cormorano che manda i vermi catturati alla sua famiglia rimasta nella terra d’origine. [stacco su filmato di un punto Westworm Union e cormorani che entrano ed escono – stacco di nuovo sulla dott.ssa Canuti] Ciò crea un disagio sociale più importante”.

Passero che sta rientrando al suo nido con sua moglie e le buste della Conad, raggiunto dalla giornalista. Lui di spalle gira la testa:

“È una vergogna, lo Stato se ne frega. Noi passeri italiani siamo costretti a lasciare i nostri pulcini a pagamento al nido privato perché quello statale è pieno di figli di rondini” – moglie (più distante, audio più lontano) “Ci sono già pochi insetti per gli italiani. Quegli uccelli non li vogliamo”. – uomo anziano lontano urla verso la telecamera “Vengono a stuprare le uccelle nostre!”.

Fine servizio, linea allo studio dove Iacona cammina con i soliti fogli in mano, ma quando comincia a parlare viene sovrastato dalla voce fuori campo dei documentari di National Geografic: “Tra le luci teuladesi si muove il reportero drammaticalis. Si fa largo tra i palinsesti nella stagione invernale e va in letargo d’estate. Un passo dietro nell’evoluzione però non gli consente di fare provviste di audience al pari dei suoi rivali muniti di servizi sulle anatre delinquenti e cacciatori eroi”.

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